lunedì 30 maggio 2011

Brrrrulle mille bolle....

Avete presente quando ci sono mille pensieri che vi ronzano per la testa e che vorreste condividere ma la voce sembra sia in sciopero? E non si sa se sia proprio lei o la fatica e la difficoltà che vi ingenera dover mettere in ordine i pensieri o proprio dover articolare i suoni col palato e i movimenti della mandibola annessi...
Certe volte troppe cose tutte insieme si mettono lì a farti perder la pazienza e la tenevi già solo per un angolo e non ce la fai più e qualcosa salta. Oscilli tra il silenzio totale e la necessità di buttare addosso a qualcuno tutto l'acido che ti corrode dall'interno. E tutti i propositi d'esser politically correct e superiore e chissà che...vanno a farsi benedire. Perché le tecniche, l'eccessiva chiarezza, la razionalità non rientrano nei tuoi sentimenti.
Ti chiedi a cosa siano serviti tanti anni in cui il tentativo era quello di darti una parvenza di metodo e razionalità e forse prima o poi ti fai anche una ragione del perché non ci sei mai riuscita. Ci hai provato, forse sì. Ma non puoi sempre addomesticare quello che nasce selvatico. Non puoi metterti a contare le onde del mare. Non puoi cercare di dipingere l'acqua di mare.
E allora questa maledetta ossessione- e compulsione- di non si sa che cosa s'impadronisce ancora di me e non rispondo più di quello che dico, non so più perché lo dico. Arrivo sempre al punto in cui il tappo salta per via delle bollicine impazzite e non faccio in tempo a capire in che direzione sta andando. Poi...
rimangono gli schizzi sulla parete. Che spesso non vanno più via. E puoi anche pitturarci sopra. Ma sempre lì sotto rimangono.

venerdì 15 aprile 2011

"Il contrario di parlare non è ascoltare. Il contrario di parlare è aspettare."

Scrivo perché non so aspettare.
Scrivo come vittima apparentemente inerme dell'impazienza.
Scrivo nell'illusione che scrivere mi conceda il tempo e la concentrazione necessarie per capire come fare. Capire come fronteggiare quest'impazienza che mi assale.

Ci vorrebbe un'intuizione.
Sarebbe solo un'illusione.
...la mia amata finzione.


Le sorgenti a cui attinge la mia impazienza sono ignote. I palliativi a cui ricorro...di breve durata.
Cerco di distrarmi per non pensare, ma le distrazioni  che mi creo spazzano via quel po' di spirito produttivo ancora intatto.
Allora ricorro all'unica passeggera e dolce soluzione. Chiudo gli occhi e lascio per ore la mia mente a vagare, libera dai limiti che uso imporle.

Sarà per questo che a volte lo chiamano "sonno ristoratore". Almeno quando al mattino non ci si ritrova dinanzi agli occhi l'immagine degli irrealistici sogni del subconscio...

sabato 12 febbraio 2011

Mi serve una lezione di manipolazione.

Continuo a guardare questa foto come se dovessi trovarci chissà quale risposta.
Ma la verità è che io quel volto lo conosco meglio di chiunque altro. E' che ci sono cose che non voglio vedere e mi riempio di ammirazione quando riesco a tener fuori dall'obiettivo la maggior parte di quelle che vorrei sparissero.

La verità è che non so veramente cosa sto cercando. O forse sì.
La verità è che- come dici tu, cara amica mia- non puoi fregare qualcuno con qualcosa che non l'attira minimamente. E questo non si può cambiare.

In sintesi... è inutile nutrire o ingenerare false speranze.
E'...inutile raccontarsi balle nella speranza che le cose cambino.

domenica 23 gennaio 2011

Domani un'altra notte...

Non ho nessuna intenzione di andare a letto.
Non ho nessuna intenzione di cambiare giornata.
Non ho nessuna intenzione di andare avanti.
Non ho nessuna voglia del tempo che scorre.
Sto bene ferma,così, adesso,senza freni, senza trattenere quello che ho da dire, quello che penso
senza angosciarmi con quello che ho da fare.
Le dita battono sole i tasti che scelgono, non so cosa voglio dire nè cosa penso e non m'interessa, sinceramente.
Non m'interessa perché tanto qualsiasi cosa voglia o possa scrivere non avrà in realtà mai un senso, non ce l'ha per me, come potrebbe averlo per qualcun'altro...? Ma la verità è proprio questa.
La verità è che mettiamo insieme parole senza senso in cui qualcuno inciamperà senza volerlo e tra cui qualcuno cercherà d'individuare un proprio senso, anche quando un senso in realtà non ci sarà.
Allora che m'importa, fate come volete, leggete quello che volete, pensate quello che volete. L'alba porterà un altro senso, un altro giorno, un altro affanno... ma almeno per qualche istante vi sarete illusi di aver trovato il senso ultimo di questi istanti, anche se questi istanti- come tanti altri- rimarranno una goccia in mezzo a un mare sterminato... che non riuscirete più ad individuare. Ma si sa- banalmente- che il mare di altro non è fatto se non di gocce inutili se prese individualmente.
E qui mi fermo, perché anche farneticare- per chi non lo sapesse- stanca.
Buonanotte...

giovedì 6 gennaio 2011

Io, te, Bernoulli e la termodinamica...

Dovevo nascere in alta montagna.

Dovrei trasferirmi in alta montagna.

Perché- si sa- la pressione diminuisce con l'altitudine. E la pressione è una cosa che io non reggo per niente.

Ci sono le capsule d'allenamento all'alta pressione? Mi servirebbe un training di quelli pesanti.


Si gela. Mi andrebbe proprio di accettare quel giro in moto...Anche a bassa quota. Hai da fare?
Almeno mi distrarrei dal fardello d'aria poggiato sul mio capo...
Potrei anche evitare di farmi prender un attacco di claustrofobia con la testa dentro quel benedetto casco, preoccupata come sarei di non cadere da quel coso instabile. Chissà perché proprio non mi va giù.
Forse proprio perché è instabile!
Instabile come me.
Instabile come la mia vita.
Instabile come noi.
E' strano però, la velocità mi piace e anche un bel po'. L'adrenalina mi piace...ma forse solo perché m'impedisce di macinare pensieri e preoccupazioni.
L'adrenalina si nutre di adrenalina e la mente si lascia inceppare...

Odio l'instabilità. Muoio dalla paura di salire su quella moto. Una volta in sella accetterei incoscientemente quella stessa instabilità (e altra ancora) da cui fuggo tanto... ma si sa, l'adrenalina ha il suo prezzo.
Tu hai il tuo prezzo.
E mi ci vuole sempre un po' per capire se sia giusto o meno pagarlo...

venerdì 31 dicembre 2010

Che cambiamenti all'orizzonte!

Anche quando le cose, per grazia divina, cambiano...siamo noi spesso che non cambiano. E pur avvertendo alcune differenze non riusciamo ad approcciarle in maniera diversa, come vorrebbe il buon senso. Forse ormai siamo così abituati a vederci nei soliti schemi che quelli nuovi, senza dubbio migliori, mal ce li vediamo addosso.
C'è stato un periodo in cui mi sentivo veramente cambiata, un periodo in cui mi sentivo pronta ad affrontare la vita...ma s'è interrotto bruscamente quando sono stata obbligata a rifiondarmi nel passato.
Il passato ci logora. Ci logora in virtù del fatto che, nonostante il nome che gli diamo, non è veramente passato. Ci possiamo illudere, possiamo ignorarlo, dribblarlo, snobbarlo...ma continua ad incombere su di noi con la sua ombra.
E alla luce del passato, ma anche e soprattutto del presente, io...non credo nei progetti, non credo nelle buone intenzioni, non credo nei sentimenti. Io stessa non sono in grado di provarne di autentici.
Credo nel non avere punti fermi, credo nelle speranze disattese e nell'incapacità di cambiare davvero. Cambiare il proprio sguardo nei confronti del mondo, cambiare il proprio atteggiamento nei confronti delle persone, cambiare la maniera in cui gli altri ci vedono senza mutare la visione che noi abbiamo di noi stessi.
Credo che questo anno sarà diverso dagli altri per un solo non trascurabile particolare: non ho aspettative da disattendere. 

Il nemico alle spalle

Tremavo. Mi nascondevo. Stridevo. Piangevo. Il Nemico era dietro di te: non sapevo aiutarti, non potevo proteggerti. Quel Nemico che n...