mercoledì 6 ottobre 2010

La ruota


Persa tra ricordi, novità e sentimenti discordanti, provo ad obbligarmi a dare un senso a tutto quanto mi passa per la testa e ignoro in questi giorni.
Non ho più voglia di soffermarmi a pensare a cosa accade e perché.
E'strano, si cerca sempre una motivazione a tutto e la ricerca è difficile, faticosa ed ora non voglio più risposte, non voglio più cercare, non voglio più assillarmi. Voglio guardare la ruota girare, possibilmente dall'alto.
Soffro di vertigini ma non m'importa. Sentirò forse l'adrenalina scorrere veloce nelle mie vene o mi distrarrò guardando l'orizzonte...Non voglio più sapere cosa è stato o cosa sarà, non voglio più un obiettivo, non uno scopo. Non voglio più sentire l'ansia che ad essi si lega.
Ma forse...non durerà molto.

domenica 5 settembre 2010

Se volessi ardere...?


Una volta devo aver sentito dire che i rapporti  finiscono quando una delle parti in questione ha ormai preso dall’altra tutto ciò che poteva. E se ci penso bene non è una teoria del tutto campata in aria.

Noi siamo creature particolari. E i nostri rapporti non possono che esserlo altrettanto.

La nostra vitalità è come una fiamma lieve che fin dall’infanzia cerchiamo d’alimentare. Quando siamo piccoli la fiamma appena accesa è libera di ardere ed espandersi, non abbiamo preconcetti, idee, opinioni a cui rifarci e ci interfacciamo col mondo esterno in assoluta tranquillità, con la voglia di abbracciare tutto ciò che vediamo, infinite possibilità, la più grande libertà.
Non abbiamo regole, non abbiamo discernimento. Il cuore e la curiosità ci guidano. Poi cresciamo.
Man mano che cresciamo gli insegnamenti, i preconcetti, le scelte ci fanno chiudere molte finestre sul mondo. Ci trattengono spesso dal varcare marcati confini e, nella peggiore delle ipotesi, ci rinchiudono in un piccolo mondo che ci accompagnerà per anni e anni, se non per tutta la vita.

Ma ad un certo punto a tutti capita di rendersi conto che c’è dell’altro attorno. Arriva per tutti il momento di realizzarlo ma pochi si sentono pronti a lasciarsi trascinare da quella improvvisa “riscoperta”.
Qualcuno la racchiude in una scatola che nasconde in stanze chiuse e impolverate, dove la lascerà per tutta la vita. Qualcun altro la tiene chiusa in un cassetto e ogni tanto lo riapre per rimirarla come qualcosa che è insieme rimpianto, sogno e speranza.
Ma c’è anche chi proprio non è in grado di convivere con quella certa staticità- che qualcuno chiama stabilità- che investe le vite di molti.
Per alcuni la routine è intollerabile.
C’è chi cerca l’avventura estrema, il brivido più forte… velocità, salti nel vuoto… sfida le leggi della fisica, sfida i limiti del proprio corpo, sfida la natura stessa che- si sa- di noi è più forte e prima o poi si manifesta in tutta la sua dirompenza…

Poi c’è chi invece si rende conto di un altro potere/maledizione che ci accompagna.
Lo dicevo prima, siamo esseri particolari. In un certo senso ci usiamo a vicenda. E da un punto di vista che va molto oltre i nostri bene materiali.
Noi… usiamo le anime altrui. Assorbiamo energia vitale dagli altri.
Viviamo un po’ come in quei cartoni animati in cui il cattivo si ciba delle anime delle sue vittime togliendo loro la vita.
Noi prendiamo un po’ di vita da tutti quelli che incontriamo. Ci sono persone che hanno un bagaglio maggiore a cui attingere e a cui per questo motivo rimaniamo più a lungo legati. Ce ne sono altre che passano di sfuggita e lasciano un piccolo marchio che in quel momento può esser proprio il propellente di cui avevamo bisogno per rinnovare la nostra fiamma.
C’è anche qualcuno che si allea a noi in questo gioco per la vita e con cui quindi condividiamo una parte più lunga del nostro cammino. Ma…

Qui.
Io.
In questo  momento.

… penso di non aver elementi a sufficienza per poter negare che prima o poi per ogni legame arriva il momento di sciogliersi. Per ogni rapporto arriva il momento in cui i due vasi comunicanti raggiungono lo stesso livello e non traggono più giovamento l’uno dall’altro. I rari rapporti in grado di sopravvivere forse, almeno idealmente, sono quelli in grado di assorbire nuova energia al di fuori del rapporto, senza però da essa lasciarsi trasportare lontano. Quelli che investiti da questa nuova energia riescono a rinnovare anche quella fiamma comune che si era ormai quasi spenta del tutto.
Al momento, io non posso far altro che andare in cerca ogni giorno, senza tregua… di tutto quanto possa alimentare la mia fiamma.


venerdì 3 settembre 2010

Autunno

Mi sono svegliata ed era autunno.  Ho creduto d'aver aperto gli occhi prima del tempo, ho creduto che il sole dovesse ancora sorgere. Poi ho dato una rapida occhiata alla sveglia e mi è sembrato che entrambe le lancette puntassero l'est, come nella legenda dei 4 punti cardinali.
E' tardi anche stamattina.
Mi è tornata in mente la fatica che ho fatto ieri notte per prender sonno oltre che lo sforzo per non farmi risalire fino alla gola la vita stessa e dovermi alzare a vomitarla fuori, come tra l'altro un paio di notti fa era già accaduto...Ma il mattino dopo ero in spiaggia e caldi raggi di sole mi avvolgevano. Stamattina è diverso.
Stamattina non c'é il sole.
Stamattina è già autunno.
Torna il grigiore dei cieli, gli alberi s'intristiscono, mi assalgono ricordi di autunni freddi e inverni ancor più gelidi, mi assalgon sensazioni di inaudita malinconia e triste voglia di vivere, voglia di fare. Mi torna in mente che giorno è oggi. Ricordo cosa succedeva qui esattamente un anno fa... ma io non ero qui. Questo non è più il mio posto. Ma qualcuno è rimasto. E col passare del tempo gli autunni e gli inverni appaiono sempre più freddi, fuori e dentro.
Allora penso che non sarò qui ancora per molto. E realizzo anche che là dove sarò non sarà molto meglio. Ancor più freddo dentro, pur cambiando lo scenario. Ancor meno pace dentro e fuori.
Mi chiedo se non rimarranno tutte solo intenzioni cadute nel nulla- mi riesce difficile pensare così di passare incolume attraverso un altro inverno.
Allora adesso devo andare. Troppe le parole ansiose d'uscire già di prima mattina. Quando le azioni?
Buongiorno mondo. Buongiorno autunno. Aprite le finestre e fate entrare l'aria pungente.
L'estate è finita e la vita si sveste nuovamente da quel tocco di leggerezza che le calde giornate le avevano concesso.

lunedì 30 agosto 2010

Di ombre invisibili...

Non è una questione di leggende. Non si tratta di castelli, ville ed anime in pena per esse vaganti, strappate a vite tormentate o vittime di violenza incommensurabile. Ma si tratta comunque di fantasmi.
Ognuno ha il suo.
Ci pensavo oggi...
Pensavo che sei presente, anche se non sei qui accanto.
Pensavo che ti sento parlare, anche se a me non ti rivolgi.
Pensavo che ascolto le tue opinioni e gli do peso, anche se non me le esponi.
Pensavo che giudico coi tuoi criteri, anche se poche volte è accaduto che non li maltollerassi.
E poi pensavo che potrei riaverti al mio fianco.
Forse.                        Potrei almeno provare.
E a quel punto mi rendo conto che eran molte le cose su cui eravamo in disaccordo.
Allora si presenta un'importante contraddizione.

Sei reale. Sei accanto a me. Mi parli. Hai torto, non voglio ascoltare, devi andare via, starmi alla larga.
Poi te ne vai.
Te ne vai ed io non sento che la tua voce ogni giorno, non faccio che giudicare col tuo metro, non faccio che paragonare al tuo mondo tutto quello che incontro sulla mia strada.

E voglio distaccarmi da te. Lo voglio con tutta me stessa. Voglio essere Io. Voglio decidere da me. Voglio smettere di ascoltare la tua voce. E allora perché sei ancora qui? C'è forse un motivo per tutto questo?
Fingo di averti dimenticato. Fingo di comportarmi diversamente. Fingo di farti un dispetto.
Ma ci son sempre solo io. E il tuo fantasma.


"Si narra che, nelle notti di luna piena, il suo fantasma si affacci ancora dal castello per rimirare la vallata. E scruta il sentiero, nella speranza di scorgere...l'ombra dei suoi desideri perduti".

venerdì 20 agosto 2010

Se un senso c'é, io non lo so


Quando hai tutte le parole chiuse in una scatola di cui non trovi la chiave.
Quando tutti i tuoi desideri e le tue aspirazioni sono così vicine che allungando la mano potresti afferrarle ma non riesci a muoverti, pietrificato.
Quando alzando gli occhi al cielo intravedi una scia che vorresti esser tu a lasciarti dietro e ti chiedi quanto c'è da fare e da vedere, quanto potresti abbracciare del mondo mentre continui a non capire cosa ti trattiene immobile qui.
Quando la malinconia ti avvolge e non sai spiegarti perché.
Quando ti perdi tra le invenzioni del tuo mondo fantastico e d'un tratto le senti irreali mentre stai ancora sognando...

venerdì 13 agosto 2010

Ho le gambe gonfie...

E stasera- una sera come tante- si verifica quello che ormai ciclicamente accade nella mia vita da anni: d'un tratto realizzo di essermi di nuovo lasciata andare davanti al desiderio- sempre impellente- di seppellire quest'anima mia sotto strati pesanti di pensieri superflui e di poco valore, che impediscano ai miei sentimenti più profondi di uscire allo scoperto e sfidare la vita con la loro stessa esistenza. 

E mi sento pesante.

E so che la medicina è sempre la stessa:  IL MOVIMENTO.
Il movimento è vita. Il movimento mi salverà. Fermarsi a riflettere, prendersi il proprio tempo...andrà bene per tanti...ma non per me.
Quando comincio a produrre qualche pensiero interiore entro in un circolo in cui rimango immediatamente intrappolata e da cui non riesco ad uscire se non con immane fatica e dopo lungo tempo. 
E succede perché ci son pensieri in cui la mente si perde. 
Continua a percorrere e ripercorrere sentieri già battuti e solo raramente riesce a trovare il coraggio d'affrontare nuove prove, di percorrere nuove strade.
E stasera- una volta in più- devo sbloccare il meccanismo e far tornare a rifluire le azioni. Questa volta- una volta tra tante- devo essere più rapida e troncare immediatamente questo mio dannoso processo di adattamento a tutto ciò in cui la mia mente è abituata a sguazzare. 
Stasera, vi dò la buonanotte mentre mi convinco che domani è un altro giorno.
E sarà diverso.

martedì 3 agosto 2010

Ora danza

Decreto l'apertura delle danze.
Preparati a riconoscere le tue regole.
Racconti mal graditi han rivelato analogie indesiderate.
La mia presenza si fa incostante, le mie proposte camminano all'indietro.
Velocemente la vita fa il suo corso, anche quando ti ostini a girare in circolo. Vedi quello che non vorresti, rifuggi le tue mete passate.
E' il giorno che fai tuo quello che da tempo continuavi a rifiutare. E' il giorno che cancelli i dubbi tenuti in caldo dalle speranze. E' il giorno che già senti la mancanza di quello a cui stai rinunciando. 
In questo giorno, a te va il mio augurio...ed è un semplice augurio. Quello di riconoscere il riflesso dei tuoi comportamenti, quando gli altri ti riserveranno gli stessi privilegi.

Il nemico alle spalle

Tremavo. Mi nascondevo. Stridevo. Piangevo. Il Nemico era dietro di te: non sapevo aiutarti, non potevo proteggerti. Quel Nemico che n...